(A book with paranormal experiences)
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Una doppia dimostrazione con Gordon Higginson
Ero ancora a Londra e continuavo a frequentare alcune organizzazioni spiritualiste, sperando di trovare quella dove ero atteso.
Tornai di nuovo alla S.A.GB. per assistere ad una doppia dimostrazione di trance e ritratti psichici.
I sensitivi da vedere sul podio sarebbero stati Coral Polge e Gordon Higginson.
La prima è una grande medium artista molto abile nel fare disegni di entità spirituali. Il
secondo è un trance-medium abbastanza osannato dagli inglesi.
Quel giorno Coral Polge era malata e così un'altra disegnatrice prese il suo posto.
La doppia dimostrazione si tenne nella sala grande delle conferenze.
The Oliver Lodge Hall della SAGB, la sala delle letture e delle dimostrazioni
Vi erano più di 70 persone che occupavano già i posti in prima fila.
Arrivai e mi sistemai dietro a tutti, in ultima fila. Gordon Higginson cadde in trance
e si mise a parlare di certi valori spintuali, passeggiando lungo il corridoio centrale.
L'entità che incorporava lo faceva camminare ricurvo e zoppicando (nda:
questo significa che era un'entità legata ancora al piano inferiore astrale poiché lo spirito non è zoppo).
Quando Higginson tornò in sé, tenne un breve discorso su quello che nel frattempo la disegnatrice stava completando:
ritratti psichici di alcune persone del pubblico in sala.
Mr Higginson si mise a descrivere ciò che vedeva nei quattro ritratti psichici che la disegnatrice gli aveva dato.
Ogni disegno era un ovale con dentro diverse linee e spirali. Il primo raffigurava lo spirito di una signora seduta in prima fila.
Quando prese il secondo disegno, Higginson disse: -Ora passerò a questo gentiluomo, "very old" molto anziano, vecchissimo.-
Poi chiese alla disegnatrice quale fosse il signore descritto in quel ritratto. Ella si alzò dalla sedia e, indicando verso di me, disse: -Quella persona seduta in ultima fila -
Rivolgendosi a me, Mr Higginson riprese a parlare: - Ma tu non sei molto anziano!(avevo 34 anni) Eppure sul tuo ritratto psichico risulti essere molto vecchio. Poi, mi dirai quanti anni hai ?-
Nel sentire il tono scherzoso del medium, tutti i presenti si misero a ridere. Higginson disse ancora: -Vedo che hai la conoscenza spirituale. Vedo che conosci la verità e nessuno ti farà cambiare idea.
Hai lo scettro del comando... probabilmente sei un vecchissimo spirito.-
Vi fu un momento di pausa per studiare meglio il mio ritratto psichico e poi riprese a dire: -Volevi prendere ministero e farti monaco ?-
Risposi di non aver mai avuto una simile idea, ma avrei tenuto presente quello che mi stava dicendo. -Vedo che avrai una vita abbastanza agiata ma non eccessivamente. Vedo che hai due donne, è vero? -
Risposi dicendo di non saperlo. Con tono scherzoso, Higginson aggiunse: - Come sarebbe non lo sai? E chi altri può saperlo meglio di te stesso? Ad ogni modo, nella vita avrai due donne molto importanti. Vedo che hai un compito spirituale, una specie di missione.-
Mr Higginson passò alla descrizione degli altri due ritratti psichici. Quando tutti uscimmo dalla sala, Gordon Higginson mi venne vicino e mi fece vedere il mio ritratto psichico.
Avrei potuto tenerlo, ma lo lasciai nelle mani di Mr Higginson che gradì di portarlo con sé per studiarlo meglio.
Per un po' di tempo non andai più alla S.A.GB., dovevo proseguire nel mio lavoro. Ogni tanto frequentavo i diversi Centri Spiritualisti nella zona Londinese di Bayswater.
Erano tutti collegati fra di loro e, naturalmente, avevano diversi medium chiaroveggenti che si esibivano dopo le funzioni religiose.
Quasi sempre si manifestavano spiriti di individui defunti che dovevano dare un messaggio ai loro cari, per salutarli, rassicurarli o toglierli dal loro angosciante dolore per la perdita del proprio caro trapassato.
I giorni trascorrevano senza che me ne accorgessi.........
Nota: questa è una parte del libro"non c'è amore sprecato" riguardante il medium Gordon Higginson
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walter torquati FENOMENI PARANORMALI Forze Occulte, Possessioni e Fantasmi della Mente 160 pagine - 53 illustrazioni a colori - Prezzo € 16,00
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Il Sole vive e risplende della propria Luce.
Non ha bisogno di Luce poichè è già Luce.
La Luce è Amore.
E l'Amore è l'enorme calore atomico del tuo affetto.
Nel 1973, verso la fine di Settembre, mentre ero intento a scrivere il mio terzo libro, accadde qualcosa che fece cambiare la mia esistenza terrena. Erano le 23,30 circa e stavo scrivendo, quando ad un tratto mi sembrò di dover morire. Una morsa gigantesca attanagliò il mio petto lasciandomi senza respiro. Mentre cadevo a terra per l'immenso dolore, la mia mente rivolse un pensiero allo Spirito Supremo: - Non ancora Signore - dissi – Non ho ancora fatto quello che devo fare. - Fui ricoverato in ospedale con le gambe che tremavano e la mia mente che non era più in grado di controllarle. Mi fecero una iniezione di sedativo per calmare il mio sistema nervoso. Dopo 10 minuti mi tranquillizzai fisicamente, ma i miei pensieri andavano verso Dio per chiedere cosa mi stava accadendo e perché avevo detto “Non ho ancora fatto quello che devo fare”. Ma che cosa dovevo fare? Sulla destra della stanza dove fui portato vi era una finestra che dava verso Est, in direzione del mare Adriatico. Dal mio letto potevo vedere i1 cielo meravigliosamente stellato, in quella notte di Settembre che non dimenticherò mai. Mia madre era seduta al mio fianco sinistro del letto ed anche lei poteva vedere il cielo. Mio padre, pensieroso, si avvicino alla finestra dove rimase per alcuni minuti scrutando il cielo. Di colpo si voltò verso noi due e disse : - Guardate cose c'è in cielo ! - Alzammo gli occhi e vedemmo una enorme sfera di fuoco scendere obliqua da Nord verso Sud. Pensai subito che fosse una meteora candente. Questa sfera infuocata era grande come appare la Luna ai nostri occhi e lasciava una scia di fiamme. All'improvviso si fermò in cielo a circa 200 metri da noi, roteando su sé stessa e diventando di color azzurro. Sembrava una sfera di cristallo azzurra circondata da un alone di Luce. Poi si mise in movimento orizzontale, da Ovest verso Est, ad una velocità sostenuta e scomparve all'orizzonte in direzione della Jugoslavia. A quel punto pensai che tutti noi avevamo avuto un contatto UFO. II giorno seguente mio padre mi confidò che, avvicinandosi alla finestra e guardando il cielo, aveva chiesto a Dio di aiutarmi; quella presenza nel cielo era stata la risposta alla sua preghiera? E' probabile che quella sfera di Luce provenisse dai piani spirituali per il mio risveglio…
E' un'entità molto combattiva
pronta a sconfiggere l'egoismo per
far emergere la Luce dell'Amore.
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Monaca cristiana
Mi aiuta con la sua gentilezza
femminile quando occorre
agire con delicatezza.
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Giosué
Il suo nome ebraico è
Yhshvh e rappresenta la Luce.
Interviene col suo colore azzurro
per ridonare la pace e la serenità.
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Americano indiano
E' stato un saggio capo tribù e possiede
la conoscenza della medicina omeopatica.
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Giornalista inglese
E' stato molto amico dello scrittore
Sir Arthur Conan Doyle,
il creatore di Sherlock Holmes.
Egli mi aiuta quando devo scrivere.
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Nonna Materna
Immagine disegnata da Coral Polge nel 1989 che raffigura mia nonna come vuole apparire in spirito
Per la somiglianza disse di andare a vedere una vecchia foto che riporto qui accanto
I disegni visti sono stati realizzati a Londra dalla sensitiva Coral Polge presso la S.A.GB.
"The Spiritualist Association of Great Britain". Alcuni di essi raffigurano quelle
Guide Spirituali che intervengono al mio fianco per portare aiuto a coloro
che soffrono. In molti casi, si sono verificati fenomeni di visualizzazione
di queste entità da parte di alcune persone che avevo toccato con la mano.
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Maurice-Quentin de La Tour (1704 -1788)
Due autoritratti a pastello eseguiti dallo stesso Maurice de La Tour nel 1760 e nel 1764.
Coral Polge era guidata artisticamente dallo spirito di Maurice de La Tour nell'eseguire
i disegni delle entità che la sensitiva riusciva a vedere a fianco alle persone che la consultavano. Vedere Maurice de La Tour
Clicca l'immagine per vederla ingrandita Isabelle de Charrière scrittrice olandese (1740-1805)
Ritratto a pastello su carta eseguito da Maurice-Quentin de La Tour nel 1766.
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Clicca le immagini per vederle ingrandite La Dama in Rosa - Museum of Fine Arts, Boston.
La Marchesa di Pompadour - Museo del Louvre, Parigi.
Henry Dawkins MP inglese - National Gallery, Londra.
La Dama in Rosa, ritratto a pastello su carta eseguito da Maurice-Quentin de La Tour nel 1755.
La Marchesa di Pompadour, ritratto a pastello su carta eseguito da Maurice-Quentin de La Tour nel 1748.
Henry Dawkins MP inglese, ritratto a pastello su carta eseguito da Maurice-Quentin de La Tour nel 1750.
Si nota l'alta qualità dei dettagli che l'artista francese riusciva a fare con l'uso dei semplici pastelli.
Lo stile di Maurice de La Tour si ritrova facilmente nei disegni eseguiti da Coral Polge.
The Spiritualist Association of Great Britain
33 Belgrave Square - London SW1X 8QB - GB
Phone +44 (0)20 7235 3351 - Fax +44 (0)20 7245 9706 Vedere il sito della SAGB
Tessera di Socio a Vita della SAGB
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Ritratto Psichico dell'Aura
Immagine disegnata da Dorice Hannan esperta in Auragrafia presso la S.A.GB
Per il significato del disegno leggere qui
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Cecila e Annamaria
Immagini disegnate da una artista sensitiva inglese
Cecilia è uno Spirito Guida per i bambini ed è legato a me da una passata incarnazione
Annamaria una ragazza suicida che è stata aiutata a ritrovare il tunnel verso la Luce
Immagine disegnata da una sensitiva inglese
Alfred uno Spirito sofferente che in vita era stato un nobile scozzese
Ha avuto la forza di infiltrarsi nella linea telefonica ed ho registrato le sue chiamate
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Tre disegni creati da una sensitiva italiana
L'immagine a sinistra è un messaggio che indica di prendere la penna e scrivere
Quella centrale è per non dimenticare la veste da indossare e la spada fiammeggiante
L'immagine a destra incita ad usare lo Scudo di Luce per respingere le negatività
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Spirito Maestro
Disegno dell'Antico dei Giorni
Questa figura è soltanto un raggio del più Vecchio Spirito
Indossa un saio logoro da monaco e porta con se la Luce Cosmica
Egli rappresenta l'antico dei Giorni, l'Anziano degli Anziani
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Evoluzione Spirituale
L'evoluzione spirituale nell'uomo si manifesta spontaneamente con i suoi sette centri
Quando questi vortici si mettono in moto si produce Luce Spirituale che può essere usata per guarire
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Il Karma
Ascolta l'audio del maestro Kempis
La legge di Causa ed Effetto spiegata da una entità spirituale
Gli aspetti principali della Legge di Causa ed Effetto (detta Karma)
si possono riassumere come segue:
1) Ogni attività promossa o indotta, o liberamente avviata,
reca con sé un effetto.
2) Tale principio vale per il mondo fisico, per quello delle sensazioni,
per quello del pensiero, insomma per ogni mondo e per ogni categoria
di fenomeni.
3) L'effetto è della stessa natura della causa ed è strettamente legato ad essa.
4) Si creano cause tanto volontariamente quanto involontariamente
perché l'accadere dell'effetto non è subordinato alla consapevole
consumazione della causa.
5) L'effetto ricade su chi ha mosso la causa.
6) L'effetto ricade col fine di dare coscienza al
soggetto che lo promosse.
7) L'effetto ricade quando il soggetto è pronto a comprendere.
Cioè quando il soggetto dall'effetto trova la coscienza che gli mancava.
La catena di cause ed effetti che muovono e promuovono la vita degli individui
si incrociano ed hanno continue ricorrenti connessioni. Non può essere
diversamente. Se Tutto è UNO deve esistere una stretta dipendenza tra i soggetti.
Come prima ho detto, non c'è una sola particella elementare che sia
assolutamente isolata. Qualunque cosa ha un rapporto di dipendenza
con qualcos'altro. Se esistesse, per assurda ipotesi, qualcosa che fosse assolutamente
indipendente, sarebbe fuori della Realtà. Perciò nessuno può essere fuori
dalla catena di Cause ed Effetti di dipendenze che lega tutto quanto esiste e se si dice che
tutto è Karma, lo si dice perché appunto il Karma è la catena
di cause ed effetti che lega il Tutto. Nessuno può sottrarsi al Karma. Certo c'é Karma e Karma.
Ma soprattutto c'è la possibilità di compiere quei salti di qualità
nella catena di cause ed effetti di cui prima parlavo.
Compiere salti di qualità costituisce "la libertà", l'autonomia dell'individuo.
Ora, siccome la libertà è la possibilità di agire in modo contrario a quello a cui
condurrebbe una catena di cause ed effetti e siccome è la coscienza
costituita che dà all'individuo la facoltà di sottrarsi
agli impulsi dei suoi veicoli inferiori (egoismo, passioni e via dicendo) e
conseguentemente agli stimoli ambientali, e siccome la coscienza si costituisce
quanto più si evolve e viceversa, è chiaro che la "libertà" è
proporzionale all'evoluzione. Ma badate bene, l'evoluto non è fuori da ogni catena
di Cause ed Effetti, perché sarebbe fuori dalla Realtà.
Egli compie salti di qualità. Cioè, per la sua coscienza sente il modo che
gli consente di non essere trascinato inesorabilmente dalla necessità; che gli
permette di vivere in modo sereno ciò che per altri è fonte di angoscia; che NON
gli fa creare ombre torturatrici e che NON gli fa muovere cause
che portano effetti dolorosi. Tuttavia, questo non significa che l'evoluto non
senta, per esempio, la stanchezza quale effetto di una causa da lui promossa.
Quella stanchezza la vivrà in modo diverso dall'inevoluto, NON ne sarà condizionato.
Saprà come smaltirla brevemente, ma non potrà non avvertirla. Il Karma, o quello che
si intende con questa parola, cioè una condizione limitante simile per
più persone è vissuta in modo diverso anche se presenta la stessa impostazione.
Una cecità, ad esempio, può essere vissuta serenamente o angosciosamente. In modo
analogo, fra più persone, fare una stessa cosa può dar luogo a Karma diversi ed è
logico che sia così. Infatti il vero bersaglio e la vera fonte del Karma, come ho detto,
è la coscienza individuale. Quindi è il sentire, l'intenzione che pilota
tutta l'attività dell'individuo ed è quello che deve essere corretto e che quindi
è oggetto dell'effetto correttore. Se la natura e il contenuto dell'effetto
fossero analoghi solo a quello che è stata la manifestazione esteriore dell'individuo
agente, l'effetto non farebbe quasi mai centro. Perché quante azioni nascondono
intenzioni opposte a quelle che possono trasparire. Una condotta "altruistica" che
nasconda un fine "egoistico" non può recare un effetto eguale a quella condotta che è
altruistica per intenzione. Infatti, l'effetto non è un premio o un castigo, è
qualcosa che tende a correggere, all'origine, la natura di chi muove le cause, cioè
dell'essere e quindi a mutare l'intenzione. Pensate un po', per giungere a ciò di
quanti fattori deve tenere conto il Karma. Eppure tutto si attua mirabilmente.
Non c'è nessuno che tiene registri di dare ed avere, ma per il principio di
causa ed effetto, la concatenazione (in qualche modo intuita dai deterministi) è
garanzia che niente cade a vuoto, che tutto si tramanda, che tutto ritorna come immagine
riflessa di sé stessi perché si prenda cognizione delle proprie deficienze e si
colmino. La concezione della realtà, in cui niente avviene casualmente ed ognuno ha ciò
che gli spetta per averselo procurato, toglie ogni frustrazione che
deriva dal sentirsi perseguitati, sfortunati, oggetto di ingiustizie. Quanto ognuno
patisce, corrisponde ad una misura di giustizia che non lascia margini a privilegi
ed errori, dove la sofferenza è solo un momento transitorio in cambio di una
perenne acquisizione. La possibilità dell'uomo di sottrarsi ad influenze ed impulsi,
allorquando è capace di compiere un salto di qualità, gli conferisce quell'autonomia
che lo riscatta dalla rigida tutela a cui sono sottoposti gli esseri con una coscienza
elementare. Guardandovi attorno, si può verificare tutto ciò e crederlo
senza dover compiere atti di fede, senza forzature, con il solo strumento del raziocinio.
A quel punto non si può che riflettere ed esclamare, rivolgendosi a
quell'Ente inafferrabile che pure deve esistere e che, se esiste, non
può che essere la vera ragione del Tutto:
"Signore, la logica mi fa concludere che il caso non può esistere, e che una catena
di cause e di effetti mi indirizza nel mio vivere, pur consentendomi quella
libertà che è ignota agli esseri dalla coscienza impotenza. Signore, posso
riconoscere il fine immediato della vita naturale, che è quello di perpetuare
sè stessa, perciò ragionevolmente posso credere che tutto ciò abbia un fine
più ampio, che sfugga alla mia constatazione.
Se Tu sei capace di trasformare la materia insensibile nella coscienza del santo,
allora Signore, Tu sei Amore!
E benchè non abbia la percezione di quanto Tu sei, umilmente Ti ringrazio con
tutto l'amore di cui sono capace e che Tu giorno per giorno, istante per
istante alimenti, alimentando la mia stessa esistenza.
Signore, fa che il Tuo amore riunisca tutti noi tuoi esseri e che non
venga mai meno, ma anzi sia sempre in noi, giorno per giorno, istante per istante.
Perchè così Ti conosceremo e nulla più ci sarà oscuro".
Pace a voi. (Kempis - Cerchio Firenze 77) www.cerchiofirenze77.org
Scarica la seduta in 4 brani dove il maestro Kempis offre una lezione esauriente sul Karma Karma e Libertà- Kempis (Zip 41,6 MB) dal sito Cerchio Firenze 77
NOTA: Se qualcuno pensa che gli attuali insegnamenti provenienti
dal mondo spirituale e trasmessi al "Cerchio Firenze 77" (pochi decenni orsono)
siano superati da pseudo dottrine del new age o da
pratiche di teorismo relativo promulgate da
alcuni pensatori del XIX° secolo, venga pure a dire la sua verità
portando risultati tangibili su come affrontare e superare un
Karma doloroso messo in atto dal proprio
"io egoistico" che di riflesso, per una legge di Causa ed Effetto,
crea un tremendo contraccolpo in rapporto all'azione scaturita. Ad esempio,
un pensiero di rabbia e di odio verso un altro essere umano crea
un contraccolpo che, molte volte, si manifesta con uno sconvolgimento psichico
e con evidenti casi di possessione.
In tutti i tempi si è fatto un gran parlare di storie di fantasmi, suscitando irrazionalmente incredulità o paura. Ma i veri fantasmi che si debbono temere non sono quelli che frequentano antichi manieri, plaghe solitarie o salotti di spiritisti. Sono quelli che nascono e dimorano nella mente degli uomini. Sono quelli che torturano i mistici; che tentano i casti; che, alimentati dalla gelosia, ammorbano le unioni più felici. Cavalcando il dubbio disperdono gli slanci della fede; minando la fiducia di sé affossano nella mediocrità l'uomo più dotato. Assalgono con l'incertezza, paralizzano con l'esitazione, partoriscono l'ambiguità e l'ombrosità, fanno regnare l'indeterminatezza e la perplessità. Sanno qual'è il lato debole di ognuno e da lì si insinuano: rodono, corrodono, svaniscono e ritornano. Evocando la paura sono più forti degli uomini forti; fanno di chi si lascia dominare un burattino, lo manovrano a capriccio e, alla fine, lo lasciano senz'anima in un mare di guai. Subdoli e velenosi, portano la palma dei mali consiglieri; sono peggiori dei vampiri perché ti tolgono la felicità, ti distraggono dalla vita concreta con inutili, vuote, formali, assurde convenzioni. Allora, il sogno diventa più importante della realtà. La legge dell'uomo è l'aria fritta dei fatti concreti. Il dolore che i fantasmi della mente possono provocare è di più e più grande della sofferenza fisica. Ebbene, non vi pare sia giunto il momento, anziché subirli, di imparare ad esorcizzarli, scoprendo come nascono e perché vi posseggono? Spetta a voi analizzarli individualmente, non temete, Claudio vi guida con preziose indicazioni.
Ascoltatelo! (Kempis - Cerchio Firenze 77) www.cerchiofirenze77.org
Esorcizzare i fantasmi creati dalla mente è una tappa che ogni individuo (maschio o femmina), volente o nolente, deve toccare e che nessuno può conquistare per lui, al posto suo. Perciò, coraggio, decidetevi, e se lo farete queste sono preziose e adatte indicazioni. Se invece non vi sembra essenziale, noi restiamo qui ad attendere che la vita con le sue esperienze vi convinca e qui vi riconduca, certi che non mancherete all'appuntamento.
Dal sito Cerchio Firenze 77 www.cerchiofirenze77.org scarica i brani a voce "I Fantasmi della Mente" - "Fatture e Possessioni" - " La Ragione del dolore"
Con pazienza e con tanto amore vi parliamo di queste verità; cerchiamo di ampliarle gradualmente, in maniera che non restiate turbati e possiate crederle pianamente, per piccoli passi. Perchè esse vi mostrano un aspetto del tutto diverso del mondo nel quale vivete, riescono a farvi toccare con mano, poco a poco, lo scopo per il quale siete legati ad una dimensione così faticosa e affannosa, la dimensione nella quale, talvolta, siete schiantati dal dolore e nella quale cercate di trovare risposte alle cose che vi capitano, agli eventi che vi colpiscono. Forse, se l'uomo non provasse dolore sarebbe portato a cercare e rimanere nelle gioie della vita, mentre il richiamo del dolore lo fa risvegliare, porre su una posizione del tutto diversa da quella che prima aveva, gli fa dimenticare tutto nella ricerca del perchè di quel dolore, lo fa allontanare dalle cose futili, che una volta occupavano tutta la sua vita, non lasciando spazio ad altro che fosse costruttivo e più basato. Dimenticando tutto alla ricerca del perchè del suo dolore, l'uomo si desta, e seppure nel pianto, nella grande amarezza, trova a poco a poco una via che lo conduce ad avere una vita diversa, il tipo di vita per il quale è nato. Allora, non abbiate sempre paura del dolore, non vedetelo come qualcosa di maledetto che distrugge la vostra vita, ma sappiate capire il bene che dietro ad esso si cela, il suo potere di rompere le cristallizzazioni che soffocano il vostro spirito, che vi trattengono nella materia e, rompendo quelle, il potere che esso ha di innalzarvi. Niente veramente è perduto, niente e nessuno. Così, se questo dolore che provate è nato dalla scomparsa di un vostro caro, ricordatevi che lo rivedrete, che lo riabbraccerete e lo amerete più di sempre e con il suo amore avrete ritrovato il vero senso della vostra vita.
C'è nella vita di alcuni un susseguirsi continuo di dolori o di delusioni che li portano piano piano ad una sorta di apatia nella quale passano addirittura anni! In questo caso il dolore, invece di far comprendere, sembrerebbe avere l'effetto opposto.
Accade spesso che quando siamo incarnati e subiamo certe esperienze della vita ci domandiamo: "Ma perchè mi è successo questo? Che cosa significa?", e questo perchè non sappiamo quali sono gli antecedenti, qual è la ragione per la quale viviamo quella esperienza. La vedremo solo al termine della vita, quando, dopo il trapasso, la potremo mettere in relazione con le vite precedenti e quindi, solo allora, comprendere il perchè di certe esperienze, incomprensibili senza una visione globale di ciò che le ha determinate. E' chiaro che il dolore così senza ragione sembra che peggiori l'individuo, rendendolo apatico e chiudendolo in sè nella ricerca di una comprensione di ciò che gli accade, comprensione che non riesce a raggiungere, e in un certo senso è proprio ciò che il dolore deve fare. Ed è anche molto difficile dire quale possa essere la ragione per cui un individuo si trova in questo stato d'animo di annichilimento, di scoraggiamento, di pessimismo, perchè più che di avvenimenti, si tratta di stati d'animo che l'individuo ha avuto in una precedente vita, i quali l'hanno condotto a compiere certe azioni, le quali azioni hanno poi creato certi karma che adesso, nella vita attuale, l'individuo si trova a subire a scopo - ricordate sempre - di comprensione. Per quanto gravoso possa essere il dolore, è sempre un rimedio naturale indispensabile a quell'individuo per fargli comprendere qualcosa che non ha capito e non capirebbe altrimenti.
(Kempis - Cerchio Firenze 77) www.cerchiofirenze77.org
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Che cosa è l'immaginazione
Chi resisterebbe alle situazioni più disperate e senza via d'uscita,
se non potesse evadere sul filo della fantasia con l'immaginazione?
Eccola l'amica dell'uomo, colei che lo riscatta da un'esistenza brutale
e lo cinge del serto dei poeti! E' lei che abbellisce la vita, lei che
nutre l'arte e crea le civiltà, perché è potere creativo. Che cos'è il
genio se non immaginazione controllata dalla ragione? Gli uomini privi
di immaginazione non compiono mai nulla di bello perché non sanno
andare oltre la pochezza del loro essere.
Ma tanta benedizione non poteva essere data all'uomo se non avesse
potuto trasformarsi in una droga pericolosa. L'immaginazione è come
una lente che ingigantisce la visione di chi vi guarda attraverso; se
la si usa abitualmente non si sa più distinguere la realtà concreta
dalla fantasia. E chi l'adopera senza controllo, è come se cavalcasse
un indomito cavallo senza redini e speroni. Tutto ciò che essa immagina
lo crea e ciò che è creato esiste anche se solo nella mente. In questo
modo rende credibile ciò che non lo è e per questo molte delle cosiddette
tragedie della gelosia in effetti non sono che tragedie dell'immaginazione.
Se con essa guardate i vostri simili, potete farne dei Santi o degli Assassini
e quando l'associate al richiamo sessuale che qualcuno esercita su di voi,
cadete perdutamente innamorati.
(Leggere tutto il testo cliccando il link del Cerchio Firenze 77 qui sotto)
Milarepa fu mago e lama buddhista, vissuto nel Tibet poco dopo l'anno 1000.
Un uomo dotato di un estremo vigore fisico e di una volontà eccezionalmente tenace.
La sua storia dimostra come il dominio sul corpo sia la condizione indispensabile per il controllo della mente.
Mila nacque nell'agosto del 1051 nel villaggio tibetano di Kyagnatsa nella provincia di Gung-thang (al confine con il Nepal) e trascorse una infanzia felice. Quando ebbe 7 anni, poco dopo la nascita della sorella Peta, suo padre si ammalò gravemente e prima di morire lasciò i suoi beni di contadino in usufrutto ai parenti, finché il ragazzo non avesse raggiunto la maggiore età.
Benché avessero giurato di rispettare la volontà del morto, immediatamente gli zii ridussero Mila, con sua madre e sua sorella, alla condizione di schiavi e godettero dei beni acquisiti per circa 10 anni. Quando poi giunse il tempo di tenere fede al giuramento, negarono la validità del testamento e si rifiutarono di applicarlo.
Non avendo alcun mezzo per difendersi la madre di Mila, Karmo-kyen, vendette l'anello di turchese del matrimonio e mandò il giovane ad imparare la magia nera per potersi vendicare:
"Io desidero che tu, dopo aver imparato a fondo la magia, distrugga per primi tuo zio e tua zia, poi la gente del paese e i vicini che ci hanno fatto del male."
Nel suo lungo pellegrinaggio alla ricerca di un mago qualificato, Mila incontrò ogni genere di truffatori e ciarlatani, che gli portarono via tutti i suoi miseri averi. Alla fine raggiunse il lama Yontan Gyathso, al quale raccontò la sua triste storia ed offrì in dono il suo corpo.
Il lama impietosito insegnò al giovane il modo di creare i terremoti e così egli ne inviò uno terribile nel suo paese, facendo 35 morti. Ma un eremita viandante alcuni giorni dopo riferì che i parenti rimasti in vita minacciavano inferociti di uccidere la madre e la sorella di Mila.
Allora il lama insegnò a Mila la magia della grandine, che fu subito lanciata e distrusse tutti i raccolti senza provocare altre vittime. A questo punto i parenti si arresero al potere magico di Mila.
"Precipitando in una sola massa, la grandine si abbatté sul raccolto e su tutta la vallata, fino all'altezza di tre strati di muro. Tutta la montagna si trasformò in torrenti e la gente del paese, non vedendo più messe, singhiozzava."
Pentito ed addolorato per il male fatto, Mila decise di partire alla ricerca di un maestro che lo liberasse dalla colpa insegnandogli il buddismo. Dopo un lungo viaggio incontrò in una valle un monaco che arava, gli chiese dove fosse il famoso lama Marpa e il monaco rispose: "Vado ad avvisare il lama, continua tu ad arare e quando hai finito vieni dentro la casa che vedi sulla collina."
Entrando in casa Mila trovò colui che credeva un semplice monaco che invece istruiva i discepoli seduto su un alto cuscino: prostrandosi ai sui piedi, egli gli raccontò i propri delitti e chiese di poter ricevere l'insegnamento. Marpa rispose che lo avrebbe accontentato in cambio della costruzione di una torre tonda in onore di suo figlio sulla cima orientale del monte, dato che non aveva beni materiali da offrire.
Ma quando un mese dopo la torre fu pronta, il lama gli disse di smontarla e costruirne un'altra a forma di mezzaluna sulla cima occidentale. La stessa cosa si ripeté per una torre triangolare sulla cima settentrionale ed una quadrata su quella meridionale.
Allora Mila disse a Marpa: "Ti ho fatto omaggio delle torri costruite per tuo figlio senza neppure un compagno che portasse una sola pietra grossa come una testa di capra, un solo cesto di terra, un solo secchio d'acqua, un solo mastello di calcina. Hai promesso di darmi la dottrina e per questo sono qui." E Marpa rispose: "Grande mago (tu-chen) hai fatto una torretta grande appena come un braccio che non vale certo la dottrina che con difficoltà ho portato dall'India. Se hai il prezzo dell'insegnamento, portalo, oppure vattene."
"Così detto il lama mi prese a schiaffi e, tirandomi per i capelli, mi buttò fuori. Avrei voluto morire e piansi tutta la notte."
La mattina successiva il lama chiese di costruire una torre di dieci piani come santuario in cambio dell'insegnamento e Mila si mise di nuovo tenacemente al lavoro.
Dopo qualche mese si presentò da Marpa con la schiena coperta di piaghe e di pus, ma il lama fece a pezzi la sua veste e gli ordinò di usarla come lo straccio che si applica alle ferite dei somari e continuare il lavoro. Mila tentò di farlo, ma cadde malato e decise di arrendersi fuggendo per tornare al suo paese.
Nel viaggio verso casa Mila incontrò il maestro Gnogpa dal quale ricevette l'iniziazione al buddismo e l'ordine di ritirarsi a meditare in una grotta. Quando poi Gnogpa venne invitato alla festa per la maggiore età del figlio di Marpa, Mila chiese di poterlo accompagnare come servitore.
In quell'occasione Mila fu accettato come discepolo da Marpa, nominato monaco minore (ge-nyen) e inviato a meditare per un anno in una grotta. Al termine del periodo prescritto, Marpa convocò i suoi principali discepoli e trasmise a ciascuno di essi uno degli insegnamenti ricevuti dal suo maestro Naropa: il corpo illusorio (sgyu-lus), la luce radiante (hod-gsal), lo stadio intermedio (bar-do), il controllo del sogno (rmi-lam) e il trasferimento della coscienza (pho-wa).
A Mila venne trasmesso il potere del calore miracoloso (gtum-mo), che consente di non usare vesti di lana e così da quel giorno egli prese il soprannome di re-pa (vestito di tela).
"In una notte gelida d'inverno, coloro i quali si ritengono capaci di superare con successo la prova, sono condotti sulla sponda di un fiume o di un lago; se tutti i corsi d'acqua della regione sono gelati viene praticato un foro nel ghiaccio. Viene scelta una notte di luna con forte vento, cosa non rara in Tibet nei mesi invernali.
I neofiti siedono nudi sulla terra e dei teli vengono immersi nell'acqua ghiacciata: ogni uomo si avvolge in uno di essi e deve farlo asciugare sul proprio corpo. Non appena il telo è asciutto viene di nuovo immerso nell'acqua e la cerimonia va avanti fino allo spuntare del giorno.
Alcuni teli sono piccoli come asciugamani per il viso ed altri sono grandi come scialli. La regola prevede che si debbano asciugare almeno tre teli per essere autorizzati a portare le insegne di esperto nel calore miracoloso." ( A. David-Neel)
Quando l'addestramento di Milarepa fu completato, egli ricevette dal suo maestro Marpa queste istruzioni: "Parti da qui, recati a rendere omaggio al lama Gnogpa e riparti immediatamente per raggiungere il deserto. Non fermarti nel tuo paese, vai a vagare nei deserti di orrori e di nevi, e sprofondati nella contemplazione."
Mendicando i cereali dai coltivatori della pianura ed i condimenti dai pastori delle montagne, Milarepa si mise alla ricerca di una caverna adatta per la meditazione. Giunse infine alla grotta della Roccia Bianca (Drag-kar Ta-so) e vi si chiuse per tre anni, determinato a proseguire fino al raggiungimento della liberazione della mente.
"Crescevano molte ortiche e c'era dell'acqua eccellente: le ortiche mi fornivano un tessuto per il riparo esterno del corpo ed una farina senza sapore per il nutrimento interno. Così il mio corpo diventò simile ad uno scheletro, la pelle prese il colore dell'ortica e la consistenza della cera ed anche i peli divennero ispidi, verdi. Tutte le mie ossa sporgevano e le mie membra stavano per staccarsi."
A questo punto la sorella di Milarepa, Peta, nella festa annuale del paese venne a sapere che suo fratello era vivo e decise di mettersi in viaggio per raggiungerlo. Dopo un mese lo raggiunse portando farina, burro e vino.
"Accettai le offerte di Peta e mangiai e bevvi, così che immediatamente la mia intelligenza finalmente si rischiarò."
La storia di Milarepa fu scritta nel dodicesimo secolo dal suo discepolo Rechungpa, nel Tibet è molto conosciuta e ne esistono parecchie edizioni. Tutte si chiudono con la scena di Milarepa ormai vecchio ed in punto di morte, che riunisce i suoi discepoli e rivolge loro queste parole:
"Prestate dunque fede ed attenzione alla legge del karma che regola le cause e gli effetti: ricordatevi l'ignoranza dell'ora della nostra morte e i castighi della vita mondana. Coloro che sono pieni di desideri mondani non possono niente per la causa altrui e non giovano neppure a se stessi.
Giacché lo spazio è illimitato e le creature innumerevoli avrete sempre l'occasione di agire a vantaggio degli altri, quando sarete in grado di farlo. Cominciate con l'occupare l'ultimo posto, rinunciate alle vesti, al cibo e alla parola. Caricate il vostro corpo di fatiche e la mente di doveri."
Nell'individuo la volontà è la base della potenza.
La comprensione quella dell'amore.
La consapevolezza quella della saggezza.
Le profezie bibliche sull'avvento del profeta Maometto
sono la prova della verità dell'Islam per il popolo che
crede nella Bibbia. Nel Deuteronomio 18, Mosè riferì che
Dio gli disse: Per LORO farò uscire un profeta come te
tra i loro fratelli; metterò le mie parole nella sua bocca
e lui dirà LORO (agli ismaeliti) tutto ciò che gli comanderò. Se qualcuno
non ascolterà le mie parole che il profeta pronuncia in mio
nome, Io stesso gliene chiederò conto....... (Deuteronomio 18:18-19).
Da questi versi profetici si conclude che il Profeta descritto deve
avere le seguenti tre caratteristiche:
1) Dovrà essere come Mosè.
2) Proverrà dai fratelli degli Israeliti, cioè gli Ismaeliti.
3) Che Dio porrà le Sue parole nella bocca di questo profeta e
che proclamerà ciò che Dio gli comanderà.
Però tutto questo è per LORO
(per i popoli arabi) non per gli altri popoli (ebrei e popoli di razza europea).
LORO sono i discendenti di Ismaele che sino all'avvento di
Maometto erano Idolatri. Ora stanno facendo la LORO
evoluzione. Altri popoli frequentano altre classi di evoluzione spirituale.
Colui che considera tutti parte di Dio è con Dio e la sua evoluzione
procede con rapidità. Egli non è un cristiano, né un musulmano, né un ebreo.
Egli è con Dio al di sopra di tutti poiché sa che Dio è puro Spirito.
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Un cavaliere crociato e un terrorista islamico alla ricerca della Luce
Conobbi una sensitiva etiope di nome Lella che viveva dalle mie parti.
Una donna matura, figlia di padre italiano e madre etiope, espulsa dalla
sua terra nativa insieme a tanti coloni italiani, poiché figlia di italiano.
Una donna che aveva passato molte tribolazioni e patimenti. Un figlio di
14 anni avuto dal primo matrimonio con un italiano, deceduto con un incidente
stradale. Un secondo figlio di 2 anni avuto in seconde nozze con altro italiano.
Matrimonio fallito in breve tempo a causa delle incompatibilità di razza.
Una donna che racchiudeva in se tutto il dolore degli avvenimenti che il Karma
le aveva portato. La sua costante tensione spirituale le aveva aperto il terzo
occhio. Il suo ESP (Extra Sensorial Perception) ovvero la sua Percezione Extra Sensoriale era in piena attività. Riusciva
a vedere entità spirituali, tra le quali lo stesso primo marito che giornalmente
si presentava in casa per far visita al figlio quattordicenne. Riusciva a
sentire le voci di alcune sue Guide spirituali che le davano consigli per
affrontare i problemi giornalieri. E di problemi ne aveva molti da risolvere
per le altre persone. Si era creato un nome come sensitiva e molte persone le
facevano visita per un consulto. Quando la conobbi e le strinsi la mano mi
disse che avevo una Guida molto combattiva. Poi ebbe un forte sussulto e
nel riprendersi dallo spavento per ciò che vedeva, mi disse che erano quattro
le Guide spirituali che avevo. - Sono tutte intorno a te. - affermò Lella.
Le mostrai il libro che avevo pubblicato, dove ci sono i volti delle
4 Guide spirituali. - Sono questi? - le chiesi.
Rimase stupefatta poiché i disegni mostravano perfettamente ciò che
lei stessa stava vedendo. Il fatto che li aveva visti la rendevano
felice poiché le veniva data una conferma delle sue stesse qualità.
Ci frequentammo per diversi giorni e non finiva mai di chiedermi
spiegazioni su ciò che le accadeva. Un giorno mi telefonò dicendomi
che un uomo di nome Giacomo aveva visto lo spirito di un monaco e che
lei stessa lo aveva identificato come una delle mie Guide. Giacomo è
una guardia notturna che faceva servizio presso gli stabilimenti della
Breda-Nardi, dove venivano costruiti elicotteri. Una fabbrica che dista
circa 2 chilometri dalla mia abitazione.
Giacomo tutte le sere entrava nello stabilimento per il consueto giro di
ispezione in tutti i locali dello stabilimento. Mentre camminava in un
vasto corridoio della fabbrica, ben illuminato dalle luci di sicurezza,
vide a distanza un vecchio monaco con un saio logoro che si appoggiava ad
un bastone. Gli veniva incontro camminando molto lentamente. Giacomo poteva
aspettarsi di tutto e sarebbe stato pronto ad impugnare la pistola e ad
affrontare ogni intruso. Ma quel monaco lo prese alla sprovvista. - Cosa ci fa questo frate qui dentro? - si chiese Giacomo,
mentre la figura avanzava sempre di più. La mente di Giacomo stava cercando
di capire cosa stava vedendo. Mentre scrutava il monaco che gli andava incontro,
mille pensieri si accavallavano nella sua mente. Arrivata a 5 metri di distanza
la figura del monaco svanì come una nebbia che si dissolve improvvisamente.
Questo è tipico di una entità di luce astrale che appare visibile per alcuni
secondi sul piano fisico dove le vibrazioni sono più lente di quelle dei piani
spirituali più elevati. Con questa apparizione, il povero Giacomo non sapeva
darsi spiegazione ed è così che decise di rivolgersi a Lella.
L'etiope gli disse subito che quel monaco era uno Spirito Guida di Walter e
che avrebbe fatto in modo di farci conoscere. Una sera ci incontrammo nella
casa di Lella. Erano presenti Lella, Giacomo con la moglie ed io stesso.
Dopo le presentazioni Lella si rivolse a me dicendo che in un angolo della
stanza c'era il monaco in piedi e a braccia conserte. Era lì pronto ad intervenire
per portare un eventuale aiuto, in caso di bisogno. Ci sedemmo intorno ad un tavolo
quadrato e subito Lella vide che stava arrivando lo spirito di un uomo vestito con
una specie di una tunica bianca che aveva una croce rossa centrale. Pensai che si
trattasse di un barelliere della croce rossa. - No! Si tratta di un antico cavaliere, un Crociato - disse Lella, mentre lo
seguiva col suo sguardo. Questa entità si avvicinò a Giacomo il quale stava provando
per la prima volta l'effetto di una trance immediata. Infatti Lella disse che la
figura del guerriero si stava sovrapponendo al corpo fisico di Giacomo. Avvenne così
la trance medianica.
....
- Tradimento! Hanno ucciso tutti, mia moglie e mia figlia. Sono tutti morti.
Fratello aiutami. - disse l'entità. - Riesci a vedere i tuoi cari? Cosa posso fare per te? - risposi. - No! Non vedo nessuno, tu solo puoi aiutarmi - continuò. - Fratello non puoi stare bloccato sul piano fisico, devi rientrare nella Luce. Ti
ricordi il suono sacro degli orientali? - gli dissi. - Si, lo ricordo - rispose. - Allora dillo ad alta voce -
Ad un tratto la bocca di Giacomo si aprì e l'entità iniziò a pronunciare il suono sacro. - Aum, Aum, Aummmmm - scandiva a voce alta. Mi unii al suo suono pronunciandolo anch'io. Di colpo Lella disse che stava vedendo un enorme fascio di Luce che stava investendo la figura del medium. Una Luce invisibile per i nostri comuni occhi ma non per quelli della veggente Lella. - Adesso riesco a vedere mia moglie e mia figlia. Grazie. - mormorò l'entità, mentre Lella ci descriveva che la figura era diventata tutta luminosa e stava lasciando il corpo di Giacomo, assorbita dalla grande scia di Luce che andava oltre il soffitto della stanza dove eravamo. Giacomo tornò in sé. Passarono alcuni minuti prima che si riprendesse del tutto. Non ricordava nulla di ciò che aveva detto in trance. - Ma tu lo sai cos'è il suono sacro? - chiesi a Giacomo. Lo stavo mettendo alla prova. Del resto lo avevo appena conosciuto ed ero molto prudente nell'accettare la sua medianità improvvisa. - Non so cosa sia questo suono di cui parli - rispose Giacomo. Rimasi un attimo in silenzio e rivolgendomi a Lella le chiesi se il monaco era ancora al suo posto. - Si, è sempre in piedi nell'angolo - rispose.
All'improvviso Giacomo iniziò ad agitarsi come se fosse investito da una forza incontrollabile. Subito afferrai il cuscino di una poltrona e lo sistemai sulla parte del tavolo di fronte al medium. Giacomo cadde nuovamente in trance ed il cuscino si dimostrò molto utile poiché la sua testa vi si adagiò violentemente.
La voce che emetteva era un brontolio incomprensibile. Toccai la sua testa con una mano e Giacomo si sollevò parlando in una lingua per me incomprensibile. - Ma che lingua parla? - dissi. - Sta parlando in arabo - rispose Lella. - E tu come fai a capire che parla arabo? - dissi. - Perché in Etiopia noi parliamo l'arabo - rispose Lella. - Allora fatti dire perché è venuto qui - dissi.
Iniziò così un dialogo a tre, tra l'entità, Lella e me. Lella faceva le domande in arabo, l'entità rispondeva e poi Lella traduceva in italiano a me. Le mie domande in italiano venivano tradotte in arabo da Lella. E cosi via. Gli chiesi perché era venuto qui da noi, in Italia.
- Sono qui per la Luce - disse.
Pensai che fosse stato mandato per portare un po' di serenità a Lella, visto che aveva parenti etiopi defunti i quali avrebbero solo parlato in arabo. Ma non era così. L'entità parlò nella sua lingua e Lella tradusse immediatamente. - Sono venuto qui perché ho bisogno di Luce - mi disse. - Se la Luce di Dio non ti arriva, perché te la devo dare io? Non posso andare contro il volere di
Dio. - risposi. - Tu solo puoi aiutarmi - mi disse. - Se non dici quello che hai fatto in vita, non ti posso aiutare. - risposi.
Dopo un po' che ripetevo la stessa domanda, l'entità si decise a parlare. - Ho fatto esplodere un aereo in volo con tutti i passeggeri e sono morto anch'io.
Sono stato un terrorista di "Settembre Nero" e ora non riesco a vedere la Luce, non vedo niente
dove mi trovo. Sono venuto qui perché sono stato attirato dalla Luce che voi
emanate. - mi disse.
Prendendo forza dal mondo spirituale ed immedesimandomi nel dolore che questo fratello musulmano
stava sperimentando a livello spirituale, gli parlai così: - Ma ti rendi conto di quello che hai fatto? Hai troncato la vita
di molte persone che stavano facendo la loro evoluzione spirituale attraverso
la vita terrena e attraverso le diverse razze e religioni. Guardali bene quelli
che hai ucciso. Sono tuoi fratelli e sorelle. Sono una parte di Dio anche loro.
Ecco perché adesso non puoi vedere la Luce. Solo quando prenderai coscienza di
quello che hai fatto potrai tornare nella Luce. Devi assolutamente renderti
conto di questo. Solo così ti si aprirà la porta di quel tunnel che porta alla Luce.
Ma da quel momento in poi dovrai lavorare per la stessa Luce e dovrai intervenire
nel contrastare i pensieri di altri terroristi che vogliono commettere stragi di
innocenti. I tuoi fratelli musulmani sbagliano nel predicare le stragi di innocenti
e non sanno che dopo la morte fisica non troveranno la Luce né le famose vergini Uri.
Tu stesso hai sperimentato il buio delle tenebre. Ricorda che Dio soltanto è il vero
Amore. Adesso guarda in alto poiché verrà a prelevarti uno Spirito Guida che ti
condurrà al tuo livello spirituale di evoluzione. In un'altra vita affronterai il
tuo Karma subendo lo strazio di dolore che hai provocato agli altri -
Dopo queste mie parole, Lella disse che il monaco lo aveva prelevato e portato via.
La legge Karmica (causa ed effetto) vale per tutti gli assassini e terroristi di qualsiasi
razza e religioni. Dio non fa sconti. Giacomo tornò cosciente e un po'
risentito dello sforzo che aveva sostenuto. - Quante altre lingue parli? - chiesi a Giacomo. - Solo l'italiano. Nella mia vita non ho avuto tempo per studiare - rispose.
Questo mi tranquillizzò e scacciò via ogni forma di dubbio che potevo avere sulla validità della trance alla quale avevo assistito.
La mancanza di conoscenza può essere
compensata dalla bontà del cuore.
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Fanatismo religioso con componente sessuale
Il discorso sul fanatismo religioso sostenuto da molti Imam è un argomento che va
ripreso con forza spirituale. Secondo una credenza islamica ogni beato ha diritto
a tante vergini urì quanti sono i digiuni effettuati durante il Ramadan e quante le
opere buone compiute.
La perizia psichiatrica disposta dal magistrato milanese Elio Ramandini sul primo
pentito italiano di
Al Qaeda, Rihad Jelassi, ha fornito prove impressionanti sulle motivazioni sessuali
dei terroristi. Ecco alcune delle stupefacenti confessioni rese da Jelassi al
criminologo Nico Zanovello incaricato della perizia.
- Per mesi, a volte per anni - ha raccontato Jelassi - gli Imam,
che anche nelle moschee italiane preparano i ragazzi alla guerra santa contro i nemici
di Allah (cioè tutti i non musulmani), spiegano con dovizia di particolari
come sono e che cosa fanno le famose 72 vergini-uri che, in Paradiso, bramose e bramate
attendono il kamikaze. Le 72 vergini - assicurano gli imam - sono bellezze
tipicamente arabe, d'altezza variabile da 1,65 a 1,70, che pesano dai 70 agli 85 chili
(conforme alle preferenze mediorientali per la donna bene in carne) hanno i seni opulenti
e sodi, il naso piccolo, la bocca piccola, grandi occhi neri, capelli lunghi e nerissimi,
il culo sodo e formoso e indossano abiti arabi eleganti. E per di più sono donne molto
sensuali cosicché, "dinanzi alla fulgida bellezza di cui risplende il martire in Paradiso,
alcune di loro svengono per il desiderio".
Il martire in Paradiso può godersi tutte queste fanciulle uri senza alcuna fretta. -
La giornata in Paradiso dura settantamila anni. Tu quindi - dicono gli Imam al
futuro kamikaze - hai tutto il tempo che vuoi per accoppiarti. Passi dieci anni
con una, cento coll'altra e così via.
E identiche confessioni sono state rese alla magistratura tedesca dal collaboratore di
giustizia giordano Shadi Abdallà . Patetiche (e indicative dei segreti desideri dei
futuri martiri e dei loro maestri) sono le confidenze degli imam circa le inclinazioni
erotiche delle 72 vergini: - In Paradiso - assicurano gli Imam -
le vergini godono molto dei piaceri del sesso, dicono parole oscene durante il coito
per accrescere il godimento del maschio e lassù ti stanno già aspettando. E appena
ti sarai fatto esplodere, la prima cosa che vedrai saranno le Vergini bellissime. Due
di loro accorreranno a consolarti e ti riempiranno di baci. -
E Jelassi continua: - In Paradiso - ci dicevano gli Imam -
non ci sono lacrime e i corpi non puzzano. Perfino la cacca è profumata. E noi giovani,
che non avevamo mai fatto l'amore con una donna, impazzivamo di voglia quando ci
parlavano così e ci addormentavamo impugnando il pene duro e aspettando l'incontro
con le 72 fanciulle Uri -
Già nel 2002 era stata segnalata l'ovvia componente sessuale del terrorismo islamico,
emersa chiaramente quando la polizia francese aveva scoperto che Hassan Jandoubi, il
terrorista islamico che s'era fatto esplodere con l'intero stabilimento chimico AZT di
Tolosa, uccidendo 9 operai e ferendo e intossicando 2.500 cittadini di Tolosa, prima
del suo martirio aveva indossato la bellezza di cinque paia di mutande, una sopra l'altra.
Non era una bizzarria personale: indossando quel complicato abbigliamento intimo
Hassan aveva eseguito una precisa prescrizione del Manuale del terrorista musulmano,
distribuito a centinaia di copie tra i candidati al martirio nel nome di Allah.
Quel rituale che dovrebbe avere lo scopo preciso (secondo i terroristi) di portare
i genitali sani, salvi e puri tra le mani e tra le gambe delle 72 vergini uri
incaricate di deliziarlo in Paradiso. Così veniva rivelata già chiaramente agli
occhi di uno psicologo, la forte motivazione sessuale dei terroristi. Oggi le
confessioni di Jelassi e Abdallà vengono a confermare pienamente certe segnalazioni.
I meccanismi psicologici dovuti al lavaggio del cervello di questi pericolosissimi
individui che sognano e preparano la loro morte e quella degli altri è senz'altro
dovuta a certi fanatici Imam. Nella psiche del terrorista viene inculcato il proprio destino di
morte. Ma intanto gli Imam continuano a vivere la loro vita terrena,
omaggiati, riveriti e pieni di opulenza. Loro non si fanno esplodere, loro si godono
la vita. Ma tutto viene registrato e scritto nel Grande Libro del Karma
e al momento opportuno Dio rimetterà in equilibrio la bilancia
con la legge cosmica di causa ed effetto. Fin dai primordi, l'uomo
ha cercato di difendersi dalla morte, sviluppando fantasie e credenze in una vita
d'oltretomba, di cui si trova conferma documentale già nei reperti delle sepolture
paleolitiche di 100 mila anni fa. Purtroppo, col tempo queste credenze si sono
cristallizzate in religioni dogmatiche che hanno instillato nei loro seguaci la
convinzione non solo di appartenere all'unica vera fede capace di assicurare la
felicità eterna e la resurrezione della carne nella purezza, ma anche di dover
distruggere i seguaci di falsi Dei bugiardi, delle altre fedi, in quanto agenti
del male percepito come minaccia alla credenza della propria immortalità.
In verità una minaccia anche per gli Imam che potrebbero perdere definitivamente
ogni potere temporale ottenuto dal rango che ricoprono. Tutto questo non è opera
del profeta Maometto, ma di individui che si fanno chiamare Imam e che spiritualmente
non lo sono. Per queste colpe, prevedo che la mano di Dio si poserà su molte
nazioni musulmane che stanno violando le leggi della fratellanza cosmica.
Vi saranno catastrofi, terremoti, maremoti, epidemie e gravi incidenti con perdite
di molte vite umane.Tutto questo avverrà affinché certi popoli si domanderanno:
perché Dio ci fa questo? Allora bisognerà che questi fratelli ricerchino la Verità.
Essa appartiene a tutti e non è un dogma religioso. Dio non è ebreo, né musulmano,
né cristiano, né buddista, né induista. Dio è Dio ed Assoluto. Ciò vuol dire che
nulla esiste al di fuori di Dio. Ecco perché la Verità proviene solo esclusivamente
dal mondo spirituale e non dagli Imam. Forse qualcuno ha dimenticato che parlando di
Dio si parla di Puro Spirito? Spero proprio di no! Pregare vuol dire entrare in
contatto con Dio. E se il contatto avviene con una profonda meditazione, lo
potremo anche sentire ma non vedere, poiché la Sua Luce potrebbe accecare la vista.
E' come la voce che esce dalla bocca: non si può vedere ma si può sentire.....
a meno che uno non sia sordo.
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Maestri del Tutto ... e Maestri del Nulla!
Un vero Maestro non ha un diploma o certificati da mostrare. Nessun certificato rilasciato da qualsiasi organizzazione terrena, spesso con scopi lucrativi, è in grado di produrre maestri spirituali. Neppure la quota monetaria di partecipazione ad uno dei tanti seminari in circolazione, può concedere il diritto di proclamarsi maestro. Il vero Maestro ha un certificato invisibile donatogli da Dio; è dentro al suo spirito e lo fa risplendere di Luce e di Amore perché gli viene da Dio. E' come una veste invisibile di color oro, concessagli gratuitamente. Un vero Maestro non vende amuleti o ipotetiche rice-trasmittenti di atlantide con speciali poteri, non vende simboli magici, lezioni su dischi cd rom, elisir di lunga vita o potentissimi dischi di (ipotetica) guarigione miracolosa al costo di 28.000 dollari. I maestri del nulla vendono soltanto aria fritta. Maestri di questo e di quello, maestro del pranic healing, maestro della riconnessione healing, maestro della tecnica rubino healing, maestro dell'effusione con lo Spirito Santo, maestro della trasmutazione, maestro di mudra , maestro dei sigilli arcangelici, maestro portatore di Inipi. E chi più ce ne ha più ce ne metta. Poi vi sono i maestri dell' amore incondizionato (parola tanto di moda nel thetahealing) che per 60 Euro ti garantiscono la guarigione. E' vero che col denaro si possono comprare molte cose materiali che fanno parte di questo pianeta. Infatti coi soldi si possono soddisfare tanti desideri: belle automobili, gioielli, oro, case o ville, abiti, cibi costosissimi, animali e, tra l'altro, si possono comprare anche uomini e donne che si lasciano comprare. Ma le abilità e le qualità dello Spirito non possono essere acquistate per mezzo del denaro. Non esistono fabbriche o negozi che vendono Amore e poteri spirituali. Chi promette simili qualità spirituali in cambio di denaro non ha nulla di diverso da chi estorce denaro con minacce di morte. Purtroppo, per molti il sogno diventa più importante della realtà: La legge dell'uomo è l'aria fritta dei fatti concreti. Un vero Maestro utilizza la Luce dell'Amore impersonale per cercare di guarire gli altri... e lo fa sempre gratuitamente. Poiché chi gratuitamente ha ricevuto, gratuitamente deve donare. Chi è un vero Maestro fa del bene e poi scompare. Questa è la legge cosmica dell'Amore!
Ovunque si parla di Amore incondizionato, parola tanto di moda in questi tempi... Dal mio punto di vista, l'Amore incondizionato è il divino Amore che abbiamo nel nostro spirito ed è dato da Dio gratuitamente, in proporzione alla nostra evoluzione spirituale raggiunta finora. Incondizionato significa che viene dato senza mettere alcuna condizione; senza alcun pagamento o scambio di alcun genere. Viene donato e basta. L'Amore non si deve pagare poiché parte spontaneamente da colui che lo dona senza chiedere nulla, poiché vi è più gioia nel dare che nel ricevere. E questa è già una grande ricompensa che Dio (la Sorgente) elargisce a chi lo dona senza alcuna condizione. E' quindi un dare unilaterale che proviene da colui che possiede Amore per grado di evoluzione, a favore di colui che ne è mancante e sta vivendo una situazione restrittiva dalla quale non riesce ad uscire. Farsi pagare per elargire Amore incondizionato equivale a comportarsi come fa la prostituta che concede la sua prestazione in cambio di denaro. Come dice l'entità spirituale di un Maestro: "Se puoi capire che sia giusto e bello che ogni uomo non viva solo per se stesso, ma concepisca e viva la sua vita nella solidarietà con i propri simili, pronto a sostenere la parte più umile nella scala sociale, pronto a dare anche se non ha ricevuto, come facente parte di una sola, grande famiglia, allora perché pensi solo a te stesso e aspiri a posizioni di preminenza e prima di dare - se dai - fai il bilancio di cosa hai avuto e frapponi mille condizioni al tuo dare, finanche esigere che chi ha bisogno risponda al tuo ideale di bisognoso o addirittura ti sia simpatico? "
L'AMORE
Se il vostro amore non conosce condizioni, dubbi, tepidezze; se amate senza essere riamati,
se quell'amore vi rende costantemente felici, paghi;
se ininterrottamente vi dà la pienezza,
se trovate la felicità solo nella felicità degli amati,
se date prima ancora che vi sia richiesto,
e se l'amare è il solo compenso che gioiosamente vi ripaga di ogni fatica,
di ogni sacrificio per gli amati, voi siete fra quelli che possono lontanamente
immaginare cosa sia l'amore divino, quell'amore che a ognuno così parla:
"Figlio mio, più che amare e suscitare l'amore, voglio che tu sia l'amore stesso .
Così, se è l'amore materno che può avviare un tale miracolo, ti farò madre ed io sarò tuo figlio.
Se è l'amore sensuale. allora non mi scandalizzerò ad esserti amante.
Se sarà l'amicizia a potere tanto, io sarà il tuo fedele amico.
Ma se sarà l'amore agli altri, anonimi, allora in ognuno di essi mi vedrai quale veramente io sono e comprenderai,
essendolo tu stesso, l'essenza del vero amore."
(Dali - Cerchio Firenze 77)
Insegnamenti spirituali trasmessi al Cerchio Firenze 77
-:- Ascolta le comunicazioni di alcune Entità Spirituali
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Buddha e la cortigiana (prostituta)
A Buddha e ai suoi discepoli capitò un curioso avvenimento che, per un po' di tempo, lasciò i seguaci perplessi riguardo al carattere del loro Maestro. Il Buddha e i suoi discepoli avevano fatto voto di castità e di rinuncia all'amore carnale. Eppure un giorno, mentre il Buddha e i suoi discepoli riposavano all'ombra di un albero, si avvicinò una cortigiana, attratta dal corpo e dal volto luminoso del Maestro. Non appena la cortigiana vide il viso celestiale del Buddha, se ne innamorò e corse a braccia aperte verso di lui per abbracciarlo e baciarlo, esclamando a gran voce: “ Oh, mio bellissimo e splendente Signore, io ti amo!
I discepoli rimasero sorpresi quando udirono la risposta del Buddha alla cortigiana: “Mia amata, anch'io ti amo. Però adesso non toccarmi. Non ancora.”
La cortigiana replicò: ”Tu mi chiami amata e per me sei il mio amato. Perché, allora, non vuoi che io ti tocchi?”
Il Maestro Buddha rispose: “Mia amata, te lo ripeto ancora, ti toccherò più tardi, ma non adesso.”
I discepoli rimasero sconvolti, pensando che il Maestro si fosse innamorato della cortigiana. A quella risposta del Buddha, la donna si allontanò con una certa delusione. Dopo qualche anno, mentre il Buddha meditava coi suoi discepoli, all'improvviso esclamò: “Devo andare! La mia amata, la cortigiana, mi chiama. Ha bisogno di me, adesso. Devo mantenere la mia promessa.”
I discepoli corsero dietro al Maestro, sperando in qualche modo di salvarlo, sebbene sembrasse che fosse follemente innamorato della cortigiana. Il Buddha, seguito con ansia dai discepoli preoccupati, andò sotto lo stesso albero dove l'aveva incontrata. Lì giaceva la donna col suo bel corpo ricoperto da piaghe maleodoranti e putrescenti prodotte dal vaiolo. I discepoli provarono orrore e si tennero lontani da lei. Il Buddha, però, prese il suo corpo in putrefazione e lo abbracciò come fosse un bambino, poggiando la testa della donna sul suo grembo e sussurrandole: “ Mia amata, sono venuto a dimostrare il mio amore per te e per mantenere la promessa di toccarti. Ho aspettato a lungo per dimostrarti il mio sincero amore, perché io ti amo quando tutti gli altri hanno smesso di amarti. Io ti tocco, quando tutti i tuoi amici di un tempo hanno paura di toccarti.”
Così dicendo, il Buddha guarì la cortigiana e la invitò, ormai purificata da ogni desiderio carnale, ad unirsi al suo folto gruppo di discepoli. L'amore personale è amore egoistico e considera soltanto i propri interessi, spesso a costo di tutto il resto. L'amore Divino, quello impersonale, è altruista e cerca la felicità dell'oggetto del proprio amore, e non è limitato o parziale. Dio ama allo stesso modo sia i buoni che i cattivi, perché sono Suoi figli. Tutti quelli che aspirano a conoscere il Padre, devono emanare un amore simile a quello di Dio, un amore per tutti, un amore impersonale e incondizionato. Quando un figlio/a dimostra che ama tutti indistintamente, buoni e cattivi, allora Dio dirà: “ Mio nobile figlio, accetto il tuo amore, perché tu ami tutti col Mio amore, proprio come faccio Io.“
Amare coloro che ti amano è naturale, ma quasi sempre è amore ispirato dall'ego. Amare coloro che non ti amano, o che addirittura ti odiano, è l'espressione dell'amore soprannaturale. Quello che fa riconoscere Dio in tutti gli esseri viventi. (Paramhansa Yogananda)
dal libro: Come Amare ed Essere Amati