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Una mattina d'estate del 1998 fui svegliato dal miagolio insistente di un gattino. La mia
stanza fa parte di una mansarda. D'estate lascio sempre le porte aperte e le tapparelle un
po' sollevate per far circolare l'aria e non dover soffrire il caldo.
Di conseguenza, la luce che penetra dall'esterno illumina abbondandemente il locale.
Il miagolio era stato tanto forte ed insistente che era riuscito a svegliarmi. Sollevai
la testa dal cuscino e vidi un piccolo gattino, un po' magrolino, di colore grigiastro
simile ad un siamese. Era in piedi con le zampe poggiate sopra alla mia giacca
infilata ad un appendiabiti che tenevo in fondo al letto.
In una breve frazione di secondo pensai si trattasse di un gattino proveniente dall'altra
mansarda a fianco che i proprietari utilizzano soltanto per le vacanze estive. Mi alzai
dal letto molto delicatamente, pronunciando con le labbra il classico richiamo a mo' di
bacio per attrarre l'attenzione del gattino.
In due secondi mi trovai a 30 centimetri da lui e con entrambi le mani ero arrivato quasi
ad afferrarlo quando, all'improvviso, il gattino scomparve svanendo nel vuoto come una
immagine nebbiosa che si ritraeva nel nulla. Capii che si era trattato di una apparizione
astrale, ma non riuscivo a dare un senso a quell'evento. Rimasi con le mani tese che
stavano afferrando solo aria. Alzai la testa in alto, e rivolgendomi al mondo spirituale
esclamai: -"Cosa vuol dire tutto questo?"-
Premetto che sono abbastanza preparato a simili avvenimenti poiché mi interesso di
ricerche psichiche e di fenomeni paranormali da diversi anni. Avendo anche delle guide
spirituali che mi accompagnano lungo il cammino della vita terrena, il mio pensiero venne
indirizzato anche a loro.
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Due anni più tardi, dopo tale avvenimento, mia nipote Ursula portò a casa 7 gattini
di razza Europea appena partoriti. Li trovò nel cassonetto delle immondizie ancora con
il cordone ombelicale pendente. Era il giorno di Pasqua del 2001. Tre erano neri
con striature bianche, altri tre erano rossi ed uno grigio quasi indaco. Iniziammo
l'opera di soccorso con diversi biberon, il latte artificiale e la lampada a raggi
infrarossi. Quattro gattini morirono nei giorni successivi. Sopravvissero soltanto
tre maschietti: i due rossi ed il grigio con occhi azzurri. Quest'ultimo mi ricordava
quello che era apparso nella mia stanza e per lui sentivo che il mio spirito stava
generando un amore particolare. In pratica, l'enorme calore atomico del mio affetto
(l'Amore) lo investiva in un modo speciale e più intenso rispetto agli altri due.
Ricordo che era il più piccolo ma quello che si precipitava per primo a fare le sue
gustose poppate di latte, scostando anche i suoi fratellini.
Trascorsero alcuni mesi mentre i tre gattini crescevano sani e pieni di vitalità
nei giochi fraterni che conducevano. Il piccolo grigio si dimostrava più affettuoso
degli altri. I tre passarono altro tempo insieme e poi i due rossi vennero scelti
da alcune persone generose per essere allevati separatamente nelle rispettive
abitazioni. Il grigio decidemmo di tenerlo chiamandolo Jonny. Non era rimasto
solo, poiché godeva della compagnia di Max, un grosso cane Lupo. Giocavano sempre
insieme. Il gatto arrivava a mettergli la testa in bocca ed il cane rimaneva con
la bocca spalancata senza fargli alcun male. Anzi, guai a chi gli toccava Jonny.
Trascorso un anno il gatto era di una vitalità meravigliosa.
Quando mi vedeva arrivare si sdraiava con la pancia all'aria aspettando che lo accarezzassi.
Era un continuo manifestarsi di amore verso tutti i componenti della famiglia e viceversa.
Personalmente lo ritenevo un mio fratellino e così ci parlavo mentre lui mi guardava e
scodinzolava la coda. A volte mi chiedevo come sarebbe avvenuta la sua morte.
Gli afferravo il viso e gli dicevo che lui era il gattino apparso in astrale e che
un giorno sarebbe rientrato in un bellissimo giardino dove ci sono fiori stupendi
e giganteschi....
dove il cielo assume dei colori particolari e dove gli esseri che vi abitano vestono
con
un abito bianco fatto di Luce... e dove tutti si amano. Dove se uno ha bisogno di aiuto
tutti
intervengono per farlo stare in armonia con quel piano. Poi i primi richiami sessuali e
le prime lotte con un altro gatto maschio e le visite dal veterinario per suturare una
ferita. La tesi dei dottori di rendergli la vita più calma con la sofferta decisione di
castrarlo. Oggi non lo rifarei, per determinati motivi che non sto a spiegare qui.
Ricordo quando lo cercavo e vedendolo sul divano gli dicevo:-
"Hei stavi qui?"-
La sua conferma arrivava con un brevissimo e secco Miao.
Le cene a tavola e lui pronto in piedi sulla sedia per controllare se c'era qualcosa
di buono che poteva piacere anche a lui. Andava pazzo per il pesce che mia sorella
Tiziana gli portava e per gli asparagi. Le immense bevute di acqua che si faceva
dal mio bicchiere. Le prime passeggiate con Max per fargli conoscere il territorio.
Le escursioni nella vicina campagna dove lui si distraeva con piacere, attratto dagli
uccellini che svolazzavano trai rami degli alberi. I suoi bisogni sulla lettiera
sempre puntuali ed in ordine.
Poi mi sono accorto che per fare pipì ci metteva più tempo del solito. Da qui la prima
ecografia che rivelava la tipica renella ostruttiva formatasi a causa dell'urina
troppo acida. Poi la dieta con i cibi più adatti per abbassare il PH di questa iniziale
Struvite. Sino a quando il 1° Maggio del 2003 il caso si aggravò all'improvviso poiché
Jonny non riusciva più a fare pipì. Telefonai al Dottore per un intervento urgente.
Il gatto aveva fastidi alla vescica e si era ulteriormente indebolito. La sua
temperatura corporea risultava molto bassa. Venne infilato il catetere e estratta
l'urina con l'aiuto di una siringa. Poi venne aiutato a procedere per suo conto. Vidi
Jonny emettere un respiro di sollievo. Il medico cercò di iniettare in vena una soluzione
che lo potesse rafforzare ma le sue vene erano imprendibili. Così vi fu la decisione di
rimandare tutto al giorno successivo. Purtroppo il gattino cessò di vivere dopo tre ore
a causa di un collasso cardio circolatorio. Mai mi sarei aspettato che potesse finire in
quel modo all'età di 2 anni. Sino all'ultimo istante di vita gli parlavo e lui muoveva
la coda come segno affermativo che mi stava sentendo. E' spirato tra le mie braccia.
C'è rimasto male anche il Dottore quando ho comunicato la notizia. Mia sorella Tiziana
ha accusato un brutto colpo poiché era molto affezionata a lui. Quella notte, mia madre
è andata a letto e si è sfogata in un pianto liberatorio. Lei era quella che lo accudiva
tutte le mattine con carezze e spazzolate. Ha lasciato un vuoto in casa anche al suo
amico Max. Ora il piccolo fratellino sta correndo nel meraviglioso giardino della Luce.
Forse un giorno potrebbe farmi una bella sorpresa, se Dio gli darà il permesso. Il nostro
infinito abbraccio di amore lo avvolga sempre.
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Jonny in piedi sul balcone di casa
Che la Grande Luce possa avvolgere
il piccolo fratellino con tanto immenso Amore.
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